Mario Nanni illumina la Scala

Durante il weekend a Milano mi sono imbattuta in qualche installazione realizzata per il festival internazionale della luce. La Scala, grazie all’intervento di Nanni, si è trasformata in una grande libreria custodendo grandi classici tra colonne e bugnato. La melodia di questo minuto di proiezione ricorda quella di un carillon, c’era tanta gente a naso in sù, lì fermi nonostante il freddo. Una pausa alla corsa ai regali di Natale, una piccola magia, tra le luminarie dei negozi vestiti a festa.

Qualche sera prima su Rai Tre, Fabio Fazio ha condotto in televisione un’anticipazione di quella che sarebbe stata la prima della Carmen (presentata il 7 dicembre, giorno di sant’Ambrogio), intervistando i tre maestri Daniel Barenboim, Claudio Abbado, Maurizio Pollini e la regista Emma Dante. Dalle belle interviste è stata sollevata e ripetuta una importantissima questione, che la cultura deve essere appoggiata, sorretta ed incentivata e che il governo che decide di tagliare i fondi non vuole bene al proprio paese.

In poche parole, semplici e perfette, credo, Pollini ha detto che “i sogni sono indispensabili per gli individui, così come l’arte lo è per la società. Se il governo taglia i fondi per la cultura, toglie quello che vivifica l’intera società”. Può sembrare inutile sognare, ma un uomo che non sogna non si sente vivo…

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