censimenti fotografici, un secolo dopo

“The essence of all photography is the documentary manner”

August Sander (1876 – 1964) si avvicinò alla fotografia giovanissimo, assistendo il fotografo della compagnia mineraria per la quale lavorava anche suo padre. Attorno agli anni ’20 del secolo scorso cominciò a lavorare ad un censimento fotografico della società contemporanea, ma non appenà ne ebbe il potere, il regime nazista ostacolò con ogni mezzo il suo progetto. La vendita di Antlitz der Zeit (che raccoglieva 60 ritratti) fu vietata e le lastre in grande parte distrutte. Il materiale recuperato e traslocato in un nuovo studio, lontano dalla città di Colonia dove aveva vissuto e lavorato fino ad allora, fu vittima dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. People of the 20th Century é un enciclopedico progetto che raccoglie e documenta la società dell’epoca, organizzandola in sette gruppi: i Contadini, i Commercianti, le Donne, Classi e Professioni, gli Artisti, le Città e gli Ultimi.

Brandon Stanton ha studiato storia all’università della Georgia. Ha sostenuto la campagna del presidente Obama, ha lavorato qualche anno felicemente poi è stato licenziato. Ha colto l’occasione per spostarsi a New York e fotografarne gli abitanti. Dal suo blog leggo che ha già raccolto oltre 3000 ritratti e scritto moltissime storie. Humans in New York,  il suo progetto, è un censimento fotografico delle persone che abitano la città supportato da una mappa interattiva, l’unico ordine tassonomico è dato così dalle strade analizzate. Le fotografie strizzando l’occhio allo stile fotografico di August Sander da un lato e dall’altro assumono il sapore di certi scatti di Scott Schuman (che tra l’altro pare sia un ammiratore spassionato di Sander). Quello che mi colpisce del progetto però, non sono le fotografie in sè, ma l’approccio delle persone immortalate con l’obiettivo, che sono molto più consapevoli del mezzo rispetto ai tedeschi del secolo scorso, con cui possono ora permettersi di giocarci, ammiccando e sorridendo.

Inoltre, appurato che – seppure diversi scatti siano poco precisi – lo stile adottato voglia essere quello del documento, dal momento che  Stanton  parla di “censimento”, mi domando esattamente quali informazioni debbano essere colte, oltre alla rinomata multietnicità newyorkese. Un censimento, infondo, dovrebbe valutare un oggetto secondo una tassonomia di dati ben precisa in modo da assicurare una lettura obiettiva, cosa che questo progetto a mio parere non fa.

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