L’invito di Marco Signorini a dire la mia riguardo i “the best of 2011″ sulla fotografia italiana mi ha dato modo di alimentare il mio solito vecchio pensiero: non solo l’Italia sa di naftalina, ma lo stato in cui giace da noi la fotografia ha un che di spettrale. Salvo qualche piccolo (e prezioso!) caso, la fotografia è morta. Anzi, direi che proprio grazie a questi felici casi, la fotografia è bella che morta. Quindi, perchè no, viva la fotografia. (Niente di nuovo sotto il sole, visto che si parla pur sempre di luce…)
Per quanto mi riguarda,
1. miglior libro d’autore
- Elisabetta Benassi, All I remember, Nero
2. miglior saggio
–—
3. miglior mostra
- Little Big Press curata da 3/3
- New ducht storytellers, a cura di Rob Hornstra
(so che non è propriamente una mostra italiana, ma era allestita all’interno del Festival di Roma, e i tre progetti – di Anne Geene, Anna Dasovic e Willem Popelier – per quanto mi riguarda erano i più interessanti)
4. miglior progetto
Valerio Spada, Gomorrah girl
Claudia Rossini, N-Tupla
T-arte Tatin (blog e progetto curatoriale)
5. miglior evento/convegno/discussione
Ando Gilardi su Facebook (molto spesso stuzzicato da Michele Smargiassi – in Fotocrazia)
Leoftovers:
Tra i migliori progetti, aggiungo
Landscape Stories
Sara Emma Cervo, volevo fare solo la photoeditor